http://www.chiarascarpitti.com
Fig.02

Hyle_Dialoghi transdisciplinari sul Design. Un progetto curatoriale sul design contemporaneo legato al territorio
Material Design  Journal 5 | Design e territori. 2018
Il progetto curatoriale Hyle_dialoghi transdisciplinari sul design è un’indagine sulla pratiche ed espressioni del design contemporaneo nella città di Napoli mirata all’elaborazione di una visione progettuale rappresentativa del luogo come modello per la divulgazione di una consapevolezza delle potenzialità culturali e produttive locali. L’esplorazione è stata condotta attraverso un approccio di Research through Design, basato sull’elaborazione di un corpus di artefatti che, tramite la loro espressione materica e in riferimento ai processi coinvolti, raccontassero l’identità delle pratiche progettuali come una sorta di manifesto. I risultati sono stati presentati tramite una mostra e un catalogo a cura di F. Dell'Aglio, E. Migliore, C. Scarpitti  presso il Riot Studio, Napoli.

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Material Effects. An imaginary dialogue with V. Frankenstein
Material Effects. Experiments, Photographs, Designs. International Marianne Brandt Contest. curated by Linda Pense | Villa Arte e.V. Chemnitz Publisher, 2018
“May material live? May human beings, animals and plants be materials, or only lifeless material and formerly living material, now dead for a sufficient time, like limestone, coal or a wooden board? “ The possibilities offered by the recent technologies to develop living materials evolve according to their own nature, together with a series of pilot experiments in the field of DIY biology. These considerations trigger an imaginary dialogue with Doctor Victor Frankenstein (Shelley M., 1818), between past and future, about the experimental approach of the lab and a new kind of living, productive horizon.

Mediamatic BioMe color

Sul metodo: un’indagine laboratoriale tra design e biologia
SID Società Italiana di Design - Design su Misura, 2018
Il paper illustra alcune delle metodologie del design making, attraverso un’indagine laboratoriale che usa, come strumenti della ricerca, le attrezzature e i materiali affini al settore scientifico della biologia. Al confine tra programma e imprevisto, metodologia e libera sperimentazione, il design non si preoccupa solo di realizzare oggetti finiti e industrializzabili, ma esplora mondi, inventando pratiche di progettazione condivisa e nuove manipolazioni della materia. L’esito della ricerca ha condotto all’elaborazione di protocolli produttivi al confine tra tecniche di 3Dprinting e bioprinting, attraverso l’adozione di organismi viventi come funghi, muschi, cellulosa microbica.

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Design for Anthropocene. Philosophies and project scenarios in contemporary design
DIGICULT Journal, 2018
In light of irrepressible technological acceleration and industrialization that has now overwhelmed the relational logic between man and nature, it is necessary to reflect on how Design can interact with these phenomena. “Our technologies must be able, in order to survive, to face the aesthetic and spiritual dimension, which is the most sophisticated of all, but the only one able to guarantee the political survival of our system” (Branzi, 2005). In this way, perhaps, it will be possible to construct a real ecosophist design, able to address man and the environment in an anti-anarchist manner, with the positive transformation of the current state of things. 

Schermata 2018-07-30 alle 20.34.20

Hyle_ dialoghi transdisciplinari sul design                                                
A cura di F. Dell'Aglio, E. Migliore, C. Scarpitti - catalogo edizioni Il Laboratorio, 2017
Ciascun autore è chiamato a redigere un dialogo per interrogarsi sul senso profondo del sentire la città. Il manifesto dialogico, scritto a mano attraverso delle serigrafie, diventa un modo per ripensare il proprio essere nel luogo. La mostra presenta una serie di opere/contenitori epistemologici, quali vasi, scatole, sculture intesi come dispositivi per visualizzare pensieri altrimenti astratti. Le forme cave, nel loro essere vuote, sono riempite di un senso, come di un liquido dialogico, che è il messaggio, l’idea che il designer/artista vuole offrire al pubblico. La sfida di hyle è quella di accendere una luce sulla ricerca transdisciplinare e intellettuale che attraversa la città di Napoli.

Hyle_ dialoghi transdisciplinari sul design                               A cura di F. Dell'Aglio, E. Migliore, C. Scarpitti - catalogo edizioni Il Laboratorio, 2017
Ciascun autore è chiamato a redigere un dialogo per interrogarsi sul senso profondo del sentire la città. Il manifesto dialogico, scritto a mano attraverso delle serigrafie, diventa un modo per ripensare il proprio essere nel luogo. La mostra presenta una serie di opere/contenitori epistemologici, quali vasi, scatole, sculture intesi come dispositivi per visualizzare pensieri altrimenti astratti. Le forme cave, nel loro essere vuote, sono riempite di un senso, come di un liquido dialogico, che è il messaggio, l’idea che il designer/artista vuole offrire al pubblico. La sfida di hyle è quella di accendere una luce sulla ricerca transdisciplinare e intellettuale che attraversa la città di Napoli.

Geoffrey Mann 2

Metamorphosis of design. The aesthetics of the dark side
con F. La Rocca. Design for NEXT 12th EAD Conference, Sapienza University of Rome, 2017
Born from Positivism, industrial design brings itself to a constitutive conflict, for which the technical and irrational aspects are seen in terms of mutual exclusion. Existential themes, death, catastrophe, the sacred, mystery have indeed always remained on the margins of its culture. The post-modern project begins to draw from the shaded side inherent in the Modern Movement, made of doubts and ambiguities. The paper uses salient concepts of contemporary art theory, influenced by the psychoanalysis, and focuses on a specific design phenomenon: the rise of its dark side and of new aesthetic parameters. The paper shows how this cultural process, paradoxally, develops itself in the post-modernity from a utopia of total resetting to zero of the object, carried out by the radical avant-garde movements from the 70s.

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Design on trial. Critique and metamorphosis of the contemporary object
di F. La Rocca, Franco Angeli, Rome, 2017
There is no slogan better known than the famous work by Adolf Loos: Ornament and crime. But the ornament is not the only crime attributed to the object since the advent of the industrial revolution. The ideal trial to be conducted on the industrial object puts, sometimes randomly, a steel handle or plastic vase, a decorated chair, packaging or a neon bulb in the docks... deeming them to be severe indications of a crime against art or the soul, against ecology or civilisation, taste or imagination. Through twelve key words that encompass the response to a charge brought against the object, the book identifies a series of influential phenomenon that today characterize design and, finally, discovers the only true crime that design can commit.

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Hack the Brain. Il pensiero che in-forma l’oggetto
Material Design Journal 3 | Parametric Design, 2017
L’indagine, sia di natura progettuale che di riflessione critica sulla tematica delle BCI, ha affrontato in termini procedurali e strumentali le diverse fasi del progetto parametrico, provando a definire un nuovo modello produttivo postdigitale (Alexenberg, 2011), altamente tecnologico e al contempo legato all’uomo. Il senso della ricerca, tuttora in corso, sta nel tentativo di costruire nuovi modelli postdigitali, che si muovono al confine tra le discipline e che partono dall’uomo per ritornare sull’uomo, sottoforma di dispositivi di un pensiero progettuale ampio e complesso. Gli artefatti realizzati non adempiono il loro ruolo nel rispondere a una precisa funzione pratica, ma piuttosto aprono una direzione progettuale per un diverso approccio alla manifattura 3D.

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Design e delitto. Critica e metamorfosi dell'oggetto contemporaneo
di F. La Rocca, Franco Angeli 2016
Il lbro individua una serie di fenomeni emergenti del design contemporaneo, visti come risposte concrete ad una serie di accuse rivolte all’oggetto moderno, immaginato al centro di un ideale "processo". Ripercorre la profonda metamorfosi che ha investito l’oggetto della progettazione con l’età post-industriale, interpretandola in rapporto all’innovazione tecnologica, alla questione ambientale, all’immaginario della scienza e dell’arte.  Attraverso 12 parole-chiave, il libro individua una serie di fenomeni innovativi e influenti che caratterizzano oggi il design. Ciascuna parola-chiave, per seguire la metafora del processo all’oggetto, è associata alla precisazione di alcuni capi di accusa che si suppone ne motivino per reazione l’emergenza. 

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Workshop e performance - Materialize your dreams
Città della Scienza, Napoli. In collab. con Dip. Design DICDEA e il Centro Interuniversitario di Ricerca in Neuroscienze (CIRN), 2016
Con il termine di interfacce neurali dirette (IND) o interfacce cervello-computer (BCI) designiamo un sistema di “comunicazione” tra l’uomo e la “macchina” informatica, un sistema che crea un legame diretto tra il cervello umano e il computer. Il laboratorio Materialize your dream, metterà in scena per ogni singolo partecipante, un'immagine in real time della sua attività celebrale, graficizzandone i parametri celebrali (dati onde alfa/beta/gamma/teta).

Workshop e performance - Materialize your dreams
Città della Scienza, Napoli. In collab. con Dip. Design DICDEA e il Centro Interuniversitario di Ricerca in Neuroscienze (CIRN), 2016
Con il termine di interfacce neurali dirette (IND) o interfacce cervello-computer (BCI) designiamo un sistema di “comunicazione” tra l’uomo e la “macchina” informatica, un sistema che crea un legame diretto tra il cervello umano e il computer. Il laboratorio Materialize your dream, metterà in scena per ogni singolo partecipante, un'immagine in real time della sua attività celebrale, graficizzandone i parametri celebrali (dati onde alfa/beta/gamma/teta).

Print

Dal digitale al postdigitale. Pratiche transmediali al confine con l’organico
FRID - Fare Ricerca In Design, 2016
In opposizione a un uso talvolta superficiale del digitale, il design si orienta a una maggiore consapevolezza delle tecnologie e a una rinnovata esigenza di abbinarle a processi e tecniche afferenti ambiti lontani. Molte delle autoproduzioni contemporanee contengono già in sé il seme di un’ibridazione post-digitale, elaborando dall’interno nuovi materiali e tecniche specifiche. La natura di queste produzioni sfugge alle logiche costruttive consuete, poiché, queste, seppur legate a una dimensione digitale, attingono a discipline diverse, come ad esempio la biologia o le neuroscienze. Coerentemente a queste linee di ricerca, all’interno dell’Open Wetlab del Waag Society Institute di Amsterdam, la sperimentazione ha indagato, attraverso la pratica diretta in laboratorio, nuove modalità del processo manifatturiero, al fine di tracciare un nuovo scenario operativo sulle pratiche future della progettazione contemporanea.

schema tecnologia

Il progetto del gioiello contemporaneo: il binomio technè/epistemè
Atti del Convegno "Gioiello Contemporaneo – Dialoghi”, a cura di AGC and M. C. Nalon, 2016
Il moltiplicarsi degli strumenti e l’accesso ad una grande quantità di dati ed informazioni pone la disciplina del progetto in una situazione del tutto nuova e atipica: tanto che all’interno di un artefatto spesso l’innovazione di una particolare tecnica o l’insieme ibridato di più tecniche tra loro, è sufficiente a conferire all’oggetto stesso una sua unicità e a validarne un singolare percorso di ricerca. (...) «La tecnica, dunque, non è semplicemente un mezzo: la tecnica è un modo del disvelamento.» Il disvelamento di cui parla Martin Heidegger ha in sé il significato della provocazione intesa come energia attiva e nascosta nella natura che, trasformata e riprocessata, diventa materia di nuove trasformazioni. La produzione, il cui significato etimologico riconduce all’atto del ‘poetare’, non è solo la fabbricazione artigianale o industriale, ma contiene in sé anche il disvelarsi di una verità.

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Exhibition Hybridism & Multi-Ethnicity
Città della Scienza, Naples, 2016
A cura di Patrizia Ranzo, Mariella Poli, Carla Langella, Francesco dell’Aglio, Chiara Scarpitti, Enza Migliore. 
Responsabili scientifici: Patrizia Ranzo, Mariella Poli, Carla Langella. Mostra internazionale in cui sono stati esposti i risultati dell’International Exchange tra il California College of The Arts (prof. Mariella Poli) e la Seconda Università degli Studi di Napoli. Lo scambio è avvenuto nell’ambito del corso Design Thinking del Corso di Laurea Magistrale in Design per l’Innovazione. 

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Talk - Unconference
D.RE.A.M FabLab Città della Scienza, Naples, 2016
La talk ha come focus il fine della ricerca teorico e progettuale dello Studio. L'intento è di indagare teoricamente e sperimentare operativamente un nuovo modello manifatturiero postdigitale che ibrida la progettazione parametrica, la fabbricazione digitale e l’interazione con le nuove computer interfaces legate al corpo, partendo da un approccio teorico di natura umanistico e attraverso un’analisi critica delle nuove pratiche dell’autoproduzione digitale 3.0.  (...) All’interno di quest’ apparente divisione tra mondo scientifico e umanistico, il design assume il ruolo di transdisciplina nella misura in cui è in grado di gettare un ponte tra questi due mondi. In questa direzione policentrica, il design transdisciplinare si fa strumento originale per l’esplorazione di nuovi modi di abitare, di elaborare oggetti, di immaginare mondi.

01. Raoul Ubac, Objets reliés, 1942

Design come transdisciplina. Le migrazioni del pensiero nel progetto
Officina Magazine, 2016
In contemporaneity, the knowledge fruition manners are radically changing and the design is increasingly becoming a “trans-discipline”, suggesting a pluralistic and horizontal idea of culture. Indeed, it hybridizes constantly humanistic studies, as philosophy, aesthetics, material and machines engineering, productive processes. Design proposes a new mode of action, a cross-contamination that exceeds those that are boundaries. The designers, therefore, will have to reinterpret reality through an ingenious ability to synthesize, in order to build an innovative project, doing thought “migrations”, which go beyond traditional disciplinary dichotomies, for a new relations’ system between different cultures, technologies and knowledge.

Schermata 2018-08-04 alle 15.04.39

Innovazione e Utopia nel Design Italiano, di F. La Rocca, S. Lucibello
Intro e selezione progetti: semplessità; nature plurali; fare condiviso. RDesignPress, 2015
Natura. Le nature che il design italiano esplora restituiscono estetiche e processi molto diversi, plurali nelle loro coesistenze parallele. (...) Semplessità. Il concetto di semplessità è utile a definire criticamente una parte del design italiano che rappresenta attraverso l’uso di una morfologia essenziale una più profonda tematica progettuale. (...) Performance. Il designer pone l’attenzione non soltanto sul progetto finale in sé, ma sull’intero processo generativo, il cui esito può dare o meno la realizzazione di un oggetto. (...)

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Scenari evolutivi per nuovi processi di produzione digitale.             FRID Fare Ricerca In Design, 2015
In un’ottica di rimaterializzazione del digitale,  il designer compie un percorso sperimentale all’interno di quei confini sottilissimi che dividono il visibile dall’invisibile, l’energia dalla materia, il reale dal virtuale, il software dall’hardware (Dunne, 2005). Negli ultimi decenni si è assistito a uno sconfinamento tra le discipline verso una visione ultima che rivede la produzione industriale ritornare in un rapporto di 1:1 con l’uomo attraverso i nuovi processi produttivi e l’uso di strumenti eterogenei che vanno dall’uso del computer, alle macchine, al web, alla natura, al corpo fino a utensili e processi autocostruiti. Soggetto e oggetto si uniscono in una visione organicista del mondo, inteso come organismo all’interno del quale tutto è interconnesso.  (...)

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Talk Body Ornament. A proposito del progetto contemporaneo del gioiello.
Curated by M.L.Frisa, F.Vacca e G.Monti. Fiera di Vicenza, Vicenza, 2014.
 Origin - Passion and Beliefs è un progetto apripista che vuole assumersi il rischio di provocare nuove riflessioni e nuove azioni nella definizione degli immaginari contemporanei plasmati dalla creatività, dal mercato e dalle nuove geogra e dei desideri.
Accanto quindi alla complessità materiale ed emotiva di Origin Passion and Beliefs sono allestite due picccole mostre, Corporeality: Il gioiello secondo Gianfranco Ferré e Carmina Campus Space Waste, che offrono esperienze opposte, ma straordinarie e uniche nella dimensione della ricerca nell’ampia declinazione del body ornament. 

X ray Nick Veasey

Per una sperimentazione materica postdigitale. Oltre i bits, i nuovi atomi.       STS Italia Conference. A Matter of Design: Making Society through Science and Technology, 2014
Il contributo indaga la possibilità che ha il designer di mescolare mondo digitale e mondo materiale e di tracciare un punto di vista sulle pratiche costruttive della progettazione contemporanea. A metà strada tra un'elaborazione digitale dell'artefatto e uno studio materico sull'oggetto, l'obiettivo è quello di rispondere alla necessità di una esplorazione diversa del digitale, che considera anche gli aspetti estetici, poetici e antropologici delle tecniche e dei materiali che esso adotta. Sul futuro di questo scenario prasseologico, una delle sfide progettuali più interessanti è di indagare materiali e tecnologie digitali secondo una sensibilità empatica che mira a riflettere sulle loro qualità percettive al fine di ampliarne il senso.

Global-tools

The critical making as speculative research for the Advanced Design
5 th International Forum of Design as a Process - Advanced Design Culture, 2014
Through a kind of critical research that hybridizes the digital and the manual, the operator of Advanced Design has the opportunity to express himself from a particularly original and evolved experimental point of view. Synaesthetic artifacts which result from his thinking, assume the role of critical instance facing contemporary social and cultural issues. Their conception becomes a "political" choice and this in turn creates new expressive possibilities and unprecedented fields of action.

industry brain

Conference/Hackaton. Hack the Brain WAAG Society - Institute of Art, Design, Technology, Amsterdam 2013
As humans, what are the ethical boundaries of biohacking research?  What are the differences between research that’s ethically useful for mankind, and another that expresses just the will of domination over man and the secrets of his nature? These are just some questions arising the transdisciplinary hackathon Hack the Brain, that has taken place at the facilities of the Waag Society, closely with the WetLab, the biotechnology lab of art and design. The event has involved different figures, including scientists, programmers, artists and creatives, which together, during an intense co-working of three days, have operatively experimented and reflected upon the possibilities offered by the new brain computer interfaces. 

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New visions in the manufacturing design. Jewels as Multiples
SIM Conference - Green Design, Materials and Manufacturing Processes, 2013
Jewels as Multiples is a research project that was founded in 2011 by a cultural need of AGC - Association of Contemporary Jewelry - to build a bridge with ADI - Industrial Design Association - and the world of Italian manufacturing industry. Focus of the project is the theme of seriality and of new production systems and the analysis of the collaborative possibilities between designers and companies. The project involved many figures of Italian jewelry design and organized numerous activities in several Italian cities, such as Bologna, Naples, Milan, Vicenza, Trieste. Its ultimate goal is the promotion of a new way to design, focused on technologies and manufa-cturing processes through a collective effort. 

Stampa

Workshop Gioielli Come Multipli  Cordinator with Carla Riccoboni, Museo del Bijou, Cremona. 2012
Il workshop-test è finalizzato a verificare la chiarezza della comunicazione del sito dedicato e la possibilità di tradurre le linee-guida del manifesto in progetti concreti. Il workshop, per sua natura sperimentale, è strutturato come un lavoro condiviso dove i coordinatori accompagneranno il lavoro di progettazione dei partecipanti, selezionati su invito con l’ottica di costruire un campione significativo di competenze ed esperienze differenti, nonché sulla base del loro approccio seriale al progetto, per tecnologie e modalità di indagine processuale; e come traccia propedeutica per mettere a sistema l’intero progetto a tutti i soci AGC.

nuove artigianlità nella moda

Workshop/Talk - Nuove Artigianalità nella Moda
Accademia di Belle Arti In collaborazione con la Fondazione Plart, Naples. 2012.         
Introduzione di Giovanna Cassese (Direttore dell'Accademia dei Belle Arti di Napoli). Interventi di Maria Pia Incutti; Marco Petroni; Antonio Piccirilli; Chiara Scarpitti. Il workshop-conferenza è coordinato dalla Docente di Fashion Design Maddalena Marciano. L'iniziativa vuole essere un incontro tra due mondi culturali accomunati dal desiderio di crescere, di ricercare, di produrre innovazione attraverso i giovani talenti della scena nazionale e internazionale delle arti contemporanee. Il rapporto tra arte-moda-design e nuovi materiali è il tema principale dell'incontro e del successivo seminario con gli allievi del Corso di Fashion Design dell'Accademia.

© 2018 Chiara Scarpitti
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